Sant' Antonio
In un documento del 1638 troviamo notizie, per la prima volta, dell'esistenza di questa chiesa. Nella relazione della visita pastorale fatta. dal Vescovo De Vecchis nel 1724, si legge che il Priore era don Giuseppe Rossi e che doveva esigere, da due persone del luogo, il grano dell'elemosina dato in prestito.
Le riparazioni citate in questa relazione riguardavano la sistemazione dell'altare, l'imbiancatura della volta e l'immagine della statua del Santo. La chiesa di S. Antonio è citata dal Corsignani, nel 1737, mentre non figura nell'elenco dei debitori dei luoghi pii redatto nel 1744. Dal Di Pietro, 1869, apprendiamo che il tetto è caduto ed ha bisogno di una nuova copertura; nel 1873 è ancora da restaurare e viene citata come chiesa rurale, mentre, nel 1889, essa è ben instaurata. Nella relazione della visita pastorale fatta dal Vescovo Cianci il 12 settembre 1907 si legge che: ' ....non si è potuto visitare la chiesa di S.Antonio perché il pio del luogo ne ha usurpato le chiavi e le ritiene abusivamente. I diritti della Curia, tutelati per vie legali, furono affidati all'avv. Vincenzo Panfili. Dal 1928, una volta distrutta, è stata trasformata in Municipio e la statua del Santo si trova oggi nella sagrestia della chiesa Parrocchiale di Pescasseroli.
San Rocco
Si trova citata, per la prima volta, in un documento del 1638. Nel 1712 sappiamo che i sacerdoti della chiesa di S. Rocco chiamarono un oratore che prese, per compenso, la somma di 40 ducati. li 16/8/1727 ci fu una vertenza tra il Priore di questa chiesa Marino Di Paolo con alcuni pastori circa la restituzione, al primo, di 124 pecore. Nella visita pastorale effettuata due anni prima dal Vescovo dei Marsi Mons. De Vecchis, lo stato in cui venne presentata la chiesa influì in maniera molto negativa, sul giudizio dato dal Vescovo il quale annotò l'umidità del locale, lo stato di abbandono, e di indecenza, in particolare dell'altare. Nel 1744 alcuni debitori devono alla chiesa dì S. Rocco la somma di 355 ducati e di ben 8461 tomoli di grano. Da questa notizia, e da quella del 1727, possiamo dedurre che i sacerdoti di questa chiesa erano particolarmente dedichi ad attività 'commercÃali 'piuttosto che spirituali. Nel 1737, e nel 1868, non viene citata nei lavori del Corsignani e del Di PÃetro (ma vedi Appendice 5, seconda monografia).
Il Croce dice che la chiesa di S.Rocco sorse agli inizi;del XVII secolo nelle vìcinanze del ponte di S.Venere dove, ancora oggì, sotto una statua del Santo, esiste una lapide con la seguente scritta: S.R. 1523. Attualmente di questa chiesa, oltre alla statua già citata, resta il solo ricordo orale ed una piccola stradina ad essa dedicata: vÃa S. Rocco.
Sant'Andrea
Essa esisteva nelle vicinanze dell'attuale Autostello del luogo chiamato 'piano di S. Andrea'. Tale chiesa è citata nel libro delle decimé del 1324, dopo di che non se ne hanno più notizie fino al 1626 quando, rimasta vacante del suo cappellano a causa della morte di don VÃto di Pirro, ultimo sacerdote della chiesa, alcuni abitanti di Pescasseroli fanno richiesta al Vescovo affinché provvedesse a tale lacuna. Il 28/10/1662, dietro ' richiesta del Vescovo, l'Arciprete di Opi invia una relazione sullo stato di questa chiesa alla Cattedrale dei Marsi. Da questa risulta che la chiesa si trova nel luogo detto piano dà S. Andrea' a mezzo miglio di distanza dal paese di Pescasseroli; nella chiesa esiste il solo altare dedicato a S. Andrea di un palmo di lunghezza; quattro candelieri; il crocifisso che si trova al principio della parete; il tetto è ben coperto dalle tavole e con una forte serratura alla porta. In nome dell'Arciprete di Opi, che firma questa relazione, è Vespasiano Madalena. Nei documenti citati per le altre chiese, questa di S.Andrea non figura più, quindi al principio del secolo XVIII essa dovette cadere in rovina.
Al giorno d'oggi s'intuiscono appena i muri delle sue fondamenta.
Santa Maria di Campomizzo
Questa chiesa si trova citata, per la prima volta, nelle due bolle papali di Pasquale II e di Clemente III. Nella prima, 1115; figura con le parole di SANCTE MARIAE IN CAMPOMITIO, mentre nell'altra, 1188, con le parole SANCTAE MARIAE IN CAMPO-MICIA. Secondo alcuni studiosi essa fu distrutta nel XIV secolo, e la pietra che serviva da altare fu usata per delimitare il confine tra il Comune di Gioia dei Marsi e Pescasseroli. Nell'elenco dei sussidi caritativi, redatto nel XII secolo, si leggono le sue prestazioni. Nella bolla del vescovo dei Marsi Mons. Colli, 1580, con la quale si aggregano al Seminario le rendite di alcuni benefici rurali, figurano quelli di questa chiesa. in una relazione della visita pastorale effettuata a Pescasseroli, sempre da tale Vescovo, si legge che il rettore di questa chiesa, Antonio Finamore, ebbe l'incarico di porre una croce lignea ed una lapide sul luogo ove stava la chiesa, e che, entro un anno, doveva ereggere un altare dedicato alla Vergine di Campornizzo entro la chiesa parrocchiale di Pescasseroli. Nell'elenco delle decime di diverse chiese della Dìocesi marsicana, si legge che quella di Campomizzo doveva pagare ducati 0,26. Dalla fine del XVII secolo non si hanno più notizie su questa chiesa, e nel luogo ove essa sorgeva, non esiste più nessuna indicazione della sua presenza.
San Nicola
A parte il ricordo orale di alcuni anziani di Pescasseroli, per questa chiesa non sono stati trovati documenti che ne provino l'esistenza. Essa doveva sorgere nella zona chiamata oggi 'Foresta', poco distante dall'abitato e dove, dalle sue fondamenta, fu eretta una piccola fabbrica di mattoni anch'essa scomparsa.
S.Michele Arcangelo e del Santissimo
La prima si trova menzionata in alcuni documenti del XVII secolo, ma sia di essa, che di quella del Santissimo non esiste alcun ricordo neanche tra gli abitanti del paese. Nell'elenco dei debitori dei luoghi pii di Pescasseroli figurano entrambe: la chiesa di S.Michele Arcangelo è creditrice di ducati 931,94, mentre quella dei Santissimo per ducati 643,93 e di 22186 tomoli di grano. Esistono documenti che, oltre alla esistenza della chiesa di S. Michele A., provano che essa aveva numerosi benefici. Quest'ultimi documenti, esistenti nell'Archivio della Diocesi dei Marsi, riguardano gli anni 1648-1664.